Il Corrosivo: Teramo, dove ognuno fa quel che vuole

Sembra libertà, ma è licenza.
Sembra fantasia, ma è prepotenza. Sembra immaginazione, ma è arbitrio. È stato giustamente detto che a Teramo ognuno fa quel che vuole, tutto è consentito, perché nulla è proibito, nessuno controlla, nessuno sanziona, nessuno ordina, nessuno esegue e così tutti vivono (in)felici e contenti. Non voglio farla tanto lunga e nemmeno troppo complicata. Analisi o tentativi di analisi più approfondite ne ho condotti in passato e altri ne condurrò in futuro. Per adesso limitiamoci all’essenziale, al particolare esemplificativo. Sabato mattina. Nonostante che in estate (in estate soprattutto) Teramo sia vuota, la gente c’è. rererreer
Perché il sabato mattina a Teramo la gente c’è. Cammina come fanno le pecore di un gregge, questo sì, ognuno per suo conto, o tutti aggruppati, in fila per tre col resto di quattro, trascurando i passaggi pedonali e passando dove capita, tra le auto in sosta in prima, seconda terza e anche quarta fila, questo sì… Insomma, chi capita, dove capita e quando capita. Poi… ci sono le rotonde. E qui i teramani si sbizzarriscono quanto a fantasia, e i vizi atavici emergono. A Teramo i segnalatori di direzione (le frecce) non le usa nessuno, si svolta… a destra o a sinistra e via, a volte cambiando la decisione all’ultimo momento. A Teramo la rotonda funziona come capita, perché i teramani le regole da rispettare non le hanno davvero capite, così bisogna fare attenzione… anche quando credi che la precedenza sia tua, attento… perché non sempre l’altro lo sa e ti tocca inchiodare all’ultimo momento. Ogni volta alle rotonde si svolge una trattativa… tu o io? Passi tu o passo io? Prego, si accomodi… no, prego, passa prima tu… come ti viene in mente? qui, io sono arrivato qui per primo, quindi passo io…

Poi… poi arriva chi sulla rotonda, proprio nel bel mezzo della rotonda ci parcheggia, non importa oioiooquanto sia grande la sua vettura, se un’utilitaria, una station-wagon, un suv, un furgone, un camioncino o addirittura una vela… sì, quegli strani veicoli commerciali che commercializzano questo o quello. Se ne pianta uno proprio sulla corsia di una rotonda, si ferma, spegne il motore e resta a farsi contemplare… una contemplazione pubblicitaria. Siori e siori, più gente passa più gente mi vede. L’autista è a bordo (ma qualche volta si allontana per prendere una bibita o un caffè), e aspetta, se gli fai presente che lì non può stare ti manda a quel paese, a volte ti minaccia di andartene… passa un’auto di polizia e pensi: adesso lo fanno andare via o quello si spaventa e se ne va. No… la macchina della polizia passa e se ne va. Perché a Teramo tutto è consentito, anche ingombrare una rotonda in modo che chi arriva ha una visuale del tutto ridotta da quella immensa vela, che non consente di vedere chi arriva e quando arriva. “La vela al vento il guardo occlude”… questo lo direbbe il poeta… ma tu diresti altro e per dirglielo, parcheggi l’auto, in seconda fila, altrimenti non avresti un posto dove fermarti, e ti avvicini. Ma quello ha capito l’antifona, mette in moto e se ne va. Allora te ne vai anche tu. Il tempo di risalire a bordo della tua vettura, mettere in moto e girare e noti che proprio dove si trovava in sosta la vela pubblicitaria, in mezzo alla corsia, si è fermata un’auto, questa volta più piccolina. È in sosta, e con tutta calma c’è chi scende, va a fare la spesa e poi torna, lentamente, per riprendere la marcia.

A Teramo siamo fatti così. Puoi fare quello che vuoi… tutto quello che vuoi… perché ognuno fa quello che vuole… l’interesse pubblico? Il rispetto per gli altri? L’altrui punto di vista? Illustri sconosciuti.

PS Un fotogramma fissa un momento, dentro il fotogramma anche un’auto che sta camminando appare ferma, perciò non in sosta. Credo che diverse foto, poste quasi in sequenza, siano in grado di far capire (lo dico a scanso di equivoci e di giustificazioni possibili) che il veicolo fotografato non era in movimento, ma in sosta. Ci siamo capiti.

fonte:iduepunti

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