L’Abruzzo nella morsa del fuoco: vigili e volontari ma gli incendi avanzano ancora I numeri e i fronti ancora aperti

L’Abruzzo brucia, senza soluzione di continuità. Bruciano i boschi dell’Aquilano, brucia ancora Collelongo, a fatica si riescono a contenere le fiamme sviluppatesi in altura, procedono le opere di bonifica per evitare che altri focolai possano divampare. Praticamente in tutti gli episodi degli ultimi giorni è stata accertata la mano dolosa. E laddove non hanno agito i piromani, come a Campo Imperatore, ci hanno pensato superficialità e incuria a provocare danni devastanti agli ecosistemi.

AGGIORNAMENTO ORE 14.15 –  Chiuso, in via precauzionale, per consentire l’intervento dei Canadair, impegnati sull’incendio che si è sviluppato a Collelongo (L’Aquila), il tratto dell’autostrada A24 compreso tra i caselli di Vicovaro-Mandela e Carsoli Oricola. Si sono creati alcuni chilometri di coda, soprattutto in direzione L’Aquila. L’uscita consigliata per chi viaggia verso Teramo è Castel Madama, percorrendo la strada statale 5 Tiburtina Valeria, per poi rientrare in autostrada a Carsoli-Oricola. Percorso inverso per chi viaggia verso Roma. Ancora fiamme sul monte Siella, versante pescarese del Gran Sasso, nel territorio comunale di Farindola, subito sopra Rigopiano. Ieri sera il rogo, anche grazie alla pioggia, era stato domato, ma in mattinata si sono riattivati due focolai, uno dei quali proprio nei pressi del punto di distacco della valanga che lo scorso 18 gennaio ha travolto e distrutto l’hotel Rigopiano, provocando la morte di 29 persone. Nell’area sono in azione un canadair e un elicottero. «Purtroppo due focolai hanno ripreso vigore – afferma il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta – al momento stanno operando un canadair e un elicottero, ma si sta cercando di spostare un secondo canadair». L’incendio si era sviluppato sabato sulla piana di Campo Imperatore. Le fiamme erano partite da un barbecue. Il rogo, dopo aver interessato le praterie della piana, nell’Aquilano, aveva raggiunto e superato la montagna circostante, bruciando prima la pineta e poi la faggeta, fino a raggiungere il versante pescarese e il monte Siella. La Procura dell’Aquila ha aperto un’inchiesta. Sei le persone identificate il giorno del rogo. Un incendio boschivo è in corso a Collelongo (L’Aquila). Le operazioni di spegnimento sono coordinate dai Vigili del Fuoco di Avezzano che sono intervenuti sul posto con tutti i mezzi a disposizione e tre Canadair. Sul luogo dell’incendio sono presenti anche molti volontari. È sconosciuta ancora la causa del rogo.(

I NUMERI – Ieri il sottosegretario regionale con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, ha fornito i primi numeri di questo agosto sin qui tragico: «Soltanto negli ultimi sette giorni sono stati impiegati nelle operazioni di spegnimento e presidio notturno/sorveglianza una media di oltre 100 volontari al giorno e 30 mezzi. Massiccio impiego di vigili del fuoco con una media giornaliera di circa 70 uomini e 30 mezzi. Il bilancio delle superfici percorse dal fuoco è ancora in fase di verifica ma si parla di mille ettari. Oltre 20 gli interventi dei mezzi aerei. Notevole anche l’impegno economico della Regione cha ha stanziato 675.000 euro; un necessario ed ulteriore stanziamento di 370.000 arriverà con apposita variazione di bilancio». La cronaca giornaliera racconta di vigili del fuoco e volontari impegnati 24 ore su 24, con l’indispensabile supporto dei mezzi aerei: 14 canadair e 7 elicotteri dei Vigili del fuoco, 2 della Marina militare e 2 dell’Esercito.

I fronti aperti riguardano tutti l’Aquilano, inteso come capoluogo e Marsica, a cui si aggiunge quello drammatico di Farindola, l’area dell’hotel Rigopiano raggiunta dalle fiamme che hanno svalicato da Fonte Vetica. La Regione ieri ha sintetizzato il quadro in un bollettino: è proseguita l’attività aerea sull’incendio di Collelongo; squadre di volontari della Protezione civile hanno continuato ad operare per la bonifica nella zona di Fonte Vetica mentre nel territorio di Farindola la situazione sembra circoscritta grazie anche all’intervento aereo di un canadair. Spento l’incendio di Aragno. La maggiore preoccupazione, oltre a quella della Marsica dove si è praticamente accertata l’origine dolosa per gli incendi in Vallelonga e hanno continuato a bruciare altre zone, la valle dell’Aniene e anche la Marsica orientale per un totale di circa 80 ettari distrutti ha riguardato Santi di Preturo, nella zona ovest dell’Aquila. Qui l’incendio si è sviluppato nella serata di domenica ed è stato contenuto senza particolari difficoltà nonostante le enormi difficoltà di accesso alla boscaglia in quota. La situazione, però, è tornata preoccupante nel pomeriggio di ieri, quando il rogo ha ripreso vigore non lontano dalle abitazioni e si è addirittura propagato sull’altro versante della montagna, in zona Cermone. Predisposte misure eccezionali: ieri sera si è pensato a evacuare il borgo di San Marco, per il fumo. Come ha riferito l’assessore Emanuele Imprudente, sono state allertate tutte le strutture ricettive. Tutto il sistema di soccorso è rimasto in pre-allarme. Canadair e vigili del fuoco sono stati costretti a un super lavoro per evitare conseguenze gravi. Nel pomeriggio, infine, sono divampati diversi focolai sulla Tiburtina, lungo il bordo della strada, da Tocco da Casauria sino a Sulmona. Sul posto vigili del fuoco da Pescara e distaccamento di Alanno, oltre a protezione civile e carabinieri. L’Aquila è ovviamente sotto choc: ai mille ettari in fumo a Fonte Vetica, meta ambitissima dai turisti, si sono aggiunti quelli di Aragno e di Santi di Preturo, quest’ultima in particolare zona di notevole pregio naturalistico. Consola un lieve abbassamento delle temperature e l’ipotesi di possibili mini precipitazioni pomeridiane che potrebbero aiutare lo spegnimento.

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