Le case di Via Longo sono ok per la Protezione civile – Cardelli le vuole per gli sfollati

La Protezione civile ha decretato pochi giorni fa la perfetta abitabilità degli appartamenti delle 96 palazzine Ater di Via Longo malgrado il flusso inarrestabile di lettere che dal Comune vengono spedite alle circa 40 famiglie rimaste (in origine erano 96) per incentivarle a lasciare il campo verso nuove soluzioni prospettate di volta in volta. L’amministrazione di Via Carducci prosegue nella sua opera di moral suasion nonostante il progetto di housing sociale sia decaduto, assieme alla sua convenzione, e in prospettiva non si scorge alcunché. E saranno proprio i residenti, assieme a tutte le associazioni e i movimenti che appoggiano Via Longo, a scrivere al Commissario per la ricostruzione Vasco Errani e al governatore Luciano D’Alfonso perché questo patrimonio edilizio, che ne è uscito bene dalle perizie dei tecnici, venga messo a disposizione degli sfollati e di chi deve peregrinare tra hotel e case in affitto.

“La Protezione civile – spiega il consigliere comunale del gruppo misto, Paola Cardelli – ha effettuato un sopralluogo che ne ha sancito il perfetto stato di conservazione, non ricevendo il minimo danno dal sisma: ora sarebbe assurdo andare ad abbattere le palazzine, togliere la casa a quelle persone che ce l’hanno per dare loro case nuove e non concederle ai terremotati”.  Inoltre Cardelli ha intenzione di discutere la questione per  venerdì prossimo in commissione urbanistica “perché dobbiamo pretendere di andare in consiglio straordinario  e chiedere l’annullamento formale di tutta l’operazione”.  Sulla vicenda di Via Longo la consigliera si sente una sorta di Don Chisciotte che “lotta contro il nulla, contro i mulini a vento”: “Nessuno che ti dica qualcosa o che ti chiarisca il fatto, speriamo che in questi giorni qualcosa si smuova e speriamo anche che l’opposizione si dia anch’essa una mossa”.

Cardelli insiste anche per la manutenzione che deve essere necessariamente portata: “Ci sono appartamenti appena lasciati con parquet e quant’altro che potrebbero essere immediatamente occupati da chi ne ha bisogno”. Oltretutto le facciate degli immobili sono scalfite da una manutenzione minima o quasi inesistente negli anni, e con appartamenti vuoti oggetto di ruberie di infissi e di suppellettili vari. Il saccheggio prosegue e la notte c’è spazio all’interno anche per i bivacchi di tossici e del popolo della notte. Infine alcune palazzine, soprattutto sotto alcun i balconi, vengono usate come piccole discariche.

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