Teramo: Storia di una donna, di una violenza e dell’ombra nera delle Istituzioni…

Una lettera anonima.
Eravamo nei primi giorni di Luglio.
Verso il dieci.
Quatto fogli di carta a quadretti.
Un avvocato teramano che rappresentava il caso di una donna.
Una madre quarantenne con due figli minori, presunta vittima di violenza.
Un certificato medico del pronto soccorso avrebbe, in un secondo tempo, confermato un trauma cranico.
La storia?
Tutta in poche parole del legale aprutino.
Un autorevole rappresentante delle Istituzioni. Ossessivamente geloso, possessivo, violento e manesco che manifestava atteggiamenti morbosi attraverso appostamenti e minacce”.
Il leguleio incalza nel racconto appassionato con la cronaca che cerchiamo di riassumere.
Quel giorno il soggetto in questione, l’integerrimo rappresentante delle Istituzioni, entrava in casa della giovane madre e davanti ai due bambini, la prendeva a schiaffi e pugni facendola cadere a terra e sbattendole, in un secondo tempo, afferrandola per i capelli, la testa contro il pavimento.

Il tempo del terrore.
La figlia minore, con il cellulare della mamma, sarebbe riuscita a chiamare aiuto attraverso l’ultimo numero in memoria.
L’intervento di un amico di famiglia fu il viatico dell’intervento  degli uomini del 118 e della Polizia di Stato.
Attimi di confusione, fino all’arrivo in ospedale e l’ascolto umano degli agenti della questura di Teramo.
Certificato medico e relazione di servizio.
L’avvocato, depositerà, insieme al suo collega, regolare denuncia in un’altra Procura per garantire alla signora teramana, minori pressioni e un ambiente sociale diverso.
Questa storia, è disegnata con dei contorni poco delineati e molto delineabili.
La seguiremo attentamente per i personaggi che sembrano apparire fuori luogo, fuori contesto etico e morale, perchè dovrebbero essere i garanti della legalità e della protezione verso i soggetti più deboli.

Appunto, dovrebbero…

 

…e non finisce qui…

fonte:iduepunti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*