Terremoti 2009/2016 ” La fascia a più alta pericolosità sismica dell’Italia”.

Com’era prevedibile, usciti gli indici di vulnerabilità si stanno aprendo le “migliori” questioni, soprattutto tra le diverse posizioni manifestate da parte tecnica, a causa della perdurante incertezza della norma ma anche della disattenzione ultra ventennale dell’intero Stato nei confronti vuoi della stessa zonazione sismica che non soltanto della situazione degli edifici scolastici ma, in genere degli edifici pubblici. Soprattutto di quelli strategici che dovrebbero essere, nell’emergenza, sede delle strutture di gestione della stessa. Ne fanno fede le condizioni del Comune, della Provincia e della stessa Prefettura.Nel numero di agosto 2017 della Rivista Le Scienze, Alessandro Amato (geologo e dirigente di ricerca dell’INGV, già componente della CGR) e Daniela Pantosti (Direttore della struttura Terremoti dell’INGV), scrivono, da pag. 37e segg. della rivista, che quella colpita dai sismi del 2009 e del 2016 è la “fascia a più alta pericolosità sismica dell’Italia”.

Presidente D’Alfonso, provi a “demitizzare” questa ennesima affermazione scientifica!!

Nonostante questa sia la fascia più pericolosa non è in 1^ ma in 2^ categoria. Questo è il risultato della rivolta che i politici regionali di ogni colore opposero alla classificazione sismica che le attribuì, a suo tempo, la 1^ e che ottenne la declassificazione in 2^.

Cosa e chi ci hanno guadagnato? Non certo i cittadini che vivono in strutture meno sicure di quello che avrebbero dovuto essere.

Altra affermazione chiara fatta dai due scienziati è che, anche se viviamo su un sistema di faglie, “le faglie interagiscono fra loro” allo scaricarsi di una corrisponde il caricarsi di un’altra che dovrà prima o poi scaricare anch’essa l’energia accumulata, “questa forte eterogeneità crostale è verosimilmente anche la ragione per cui…..sono così frequenti i casi di sequenze multiple che si manifestano a distanza ….. di mesi”.

Un messaggio assolutamente prudenziale ed in linea con quello appena riportato lo ritroviamo nella relazione allegata, ad esempio, alla scheda di vulnerabilità elaborata per la Scuola S. Giorgio per la quale, i tecnici, dopo aver ricordato che il plesso aveva ottenuto la verifica statica e che “presenta un quadro fessurativo pressoché nullo in conseguenza degli eventi sismici succedutisi dal 24 agosto 2016” rilevano che, operata l’indagine di vulnerabilità, ne consigliano l’abbattimento e la ricostruzione.

Questa affermazione ci dice:

1. le indagini per l’agibilità statica, essendo effettuate a vista, non possono essere assunte da Sindaci e Presidenti a giustificazione giuridico-legale  della riapertura dei plessi perché non possono mettere in luce le effettive carenze costruttive eventualmente esistenti. La scuola si presenta bene a prima vista ma è, invece, a fortissimo rischio;

2. ci chiediamo, perciò, da profani: chiunque si ostini a dichiarare, come avvenuto alcuni giorni or sono in interviste, che le amministrazioni non hanno l’obbligo di chiudere le strutture perché esse hanno ottenuto validi esami di staticità, è in errore? O lo sono i due tecnici che hanno sottoscritto la scheda di vulnerabilità della S. Giorgio?

3. chiunque abbia ripetutamente affermato, anche pubblicamente, che si poteva stare tranquilli perché le scuole avevano già superato la vera prova di vulnerabilità resistendo al terremoto, cambierà posizione alla vista dei veri risultati delle vere indagini, farà mai un pubblico mea culpa o continuerà a sostenere tesi del tutto ascientifiche?

Cittadinanzattiva resta estremamente attenta alle problematiche sociali ora in atto: la Scuola come l’acqua e prima di ogni cosa, tenterà di coinvolgere in queste battaglie di civiltà quanti più cittadini offrendo loro collaborazione, informazione e, laddove necessario, la opportuna copertura per ottenere il sempre più pieno coinvolgimento, da parte delle Amministrazioni, nei processi di scelta del futuro delle proprie città e dei propri figli.

Cittadinanzattiva ha intenzione di perseguire ad ogni livello, locale, regionale e nazionale una forte e continua azione, la più incisiva possibile, affinché le attuali incertezze normative vengano risolte una volta per tutte (anche reinserendo, finalmente, sanzioni chiare e precise) e che si strutturi un sistema di Protezione Civile di effettiva garanzia per il Cittadino, con regole certe, figure professionali esperte e seriamente formate a gestire i compiti più delicati. Inoltre una organizzazione dei Comuni perfettamente delineata a monte, così che terminino le inutili discussioni da pollaio cui molto spesso abbiamo assistito.

Tra le prime questioni che Cittadinanzattiva porterà all’attenzione dei Governi nazionale e regionali è l’individuazione di precisi programmi economico-finanziari che, stabilito a monte per legge quale sia l’indice al di sotto del quale una struttura pubblica strategica o ad uso pubblico (non soltanto le scuole e Chiese comprese) vada chiusa immediatamente, provvedano a finanziare annualmente i Comuni e le Provincie per l’acquisto di MUSP o per la costruzione direttamente di Poli.

 

Mauro Chilante

fonte:iduepunti

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